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ACONCAGUA 

Argentina Sud-America

Spedicion Internacional Aconcagua 2006

 

aconcagua1La mattina del 14 gennaio sbarco a Santiago de Chile con un volo dall’Europa e con un bus riparto immediatamente con destinazione Mendoza (Argentina). A sera sono seduto in un ristorante lungo l’Avenida Emilio Civit, a due passi da Plaza Argentina, davanti ad un churrasco e a una bottiglia di Malbec, il vino rosso locale che prediligo. Oggi, nell’estate sudamericana, qui erano 43 gradi di temperatura; caldo secco e si sta bene. Il 16.01 la spedizione completa di tutti gli alpinisti ritorna con un pulmino verso la frontiera cilena, a Penitentes, per avvicinarsi all’entrata del parco dell’Aconcagua dove domani saliremo verso il campo di Confluencia. Il tempo è bello e così si manterrà per quasi tutta la nostra permanenza sulla montagna, a parte un paio di nevicate nei campi alti ininfluenti per la nostra salita. A Confluencia spendiamo un giorno per acclimatarci e per raggiungere la parete sud delle “Sentinela di Piedra”, come qui è stata ribattezzata.

Vista stupenda per i miei occhi e l’Aconcagua che avevo sempre snobbato per i vulcani andini mi comincia a piacere. I miei compagni sono simpatici e l’organizzazione funziona alla perfezione per questo sono convinto che sarà una salita piacevole, un “trek” d’alta quota familiare dall’esito scontato. Da Confluencia (m.3.500) al campo base di Plaza de Mulas (m.4.200) la valle Horcones è lunga e noiosa, il caldo si fa sentire ma il paesaggio è sorprendente. Ampie pareti si stagliano sopra di noi con stratificazioni di roccia dai colori qui variegati; un mondo fantastico. A sera la barriera di pietra che corona la cima si colora di rosso-mattone e questo spettacolo mi fa venir voglia di essere lassù. Al campo base prima di iniziare la salita perdiamo Darren per problemi dovuti alla quota, al suo secondo tentativo dopo quello dello scorso anno ma con l’intenzione di tornarvi l’anno prossimo. La salita, lungo la facile via normale, si snoda raggiungendo dapprima i campi di Plaza Canada (m.4.910), Nido de Condores (m.5.380) e poi Berlin (m.5.780) dove dormiamo l’ultima notte prima di partire per la cima. Lungo il sentiero per Berlin perdiamo Jim e Grete per il solito “soroche” che farà desistere anche Anthony e Marie Nadine poco dopo aver lasciato l’ultimo campo per la cima. Rimaniamo in 3, con l’amico statunitense-argentino Juan Pablo Villaga ad arrancare verso la Canaleta che conduce al Cumbre Norte dell’Aconcagua (m.6.962), la cima più elevata del continente americano, con la vista dall’alto su una serie di montagne, per primo il Mercenario, che nelle mie letture notturne avevo sempre sognato di ammirare. Giornata fantastica e ci aspetta un ritorno al campo alto molto complicato perché Anthony ha conquistato la vetta dei suoi sogni pagando un costo salato per le energie profuse: tutte. Arriviamo a Berlin col buio ma va tutto bene.
Mendoza me falta mucho!

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Componenti la spedizione:

Anthony Woods – United Kingdom
Daniel Green – USA
Jim Simone – USA
Dean Webster – United Kingdom
Marie Nadine Laborde – France
Grete Haug Pettersen – Norway
Darren Olofson – Canada
Mario Trimeri – Italy
Mauricio Capitani – Argentina
Sebastian Tetilla – Argentina
Juan Pablo Villaga – USA

Hanno raggiunto la vetta:

Daniel Green – USA
Dean Webster – United Kingdom
Mario Trimeri – Italy
Juan Pablo Villaga – USA

Date spedizione Spedicion Internacional Aconcagua 06: dal 13 gennaio al 7 febbraio 2006