In questo blog Mario Trimeri terrà in costante aggiornamento il suo procedere.
Per il momento il blog è IN COSTRUZIONE

9 settembre 2017

In questo momento sto preparando 2 miei nuovi libri:

- il primo sull’Etiopia dal titolo “MOSAICO ETIOPIA”

- il secondo sull’Himalaya dal titolo “ATTRAVERSO L’HIMALAYA”

Sto preparando pure le nuove spedizioni/viaggi autunno-invernali dopo il viaggio d’agosto in LADDHAK, con Nubra Valley stupenda e Tsomoriri incredibile. A giugno sono stato in Namibia in spedizione con gli sci  realizzata con gli amici Christoph, Michael e Kjetil tra le sabbie africane fino all’Oceano Atlantico. Una “cosa” inusuale e fantastica.

27 novembre 2016

Dopo un ‘estate trascorsa in Cina lungo la Via della Seta, tra le assolate oasi del Taklamakan sino a giungere a Xian, Pechino e lo futuristica Shangai, sono quì a Ferrara a preparare la prossima spedizione per la Patagonia per realizzare con Marcello Cominetti la traversata del ghiacciaio Hielo Continental, dove sicuramente beccheremo del gran vento ma che ci riserverà sicuramente una fantastica avventura e scenari straordinari sulle Torri del Paine, in un ambiente unico al mondo.Se in Cina mi sono trovato in un mondo in totale trasformazione e in salsa completamente tecnologica da sbarazzare persino gli Stati Uniti, il mio viaggio ad ottobre in Etiopia mi ha lasciato piuttosto perplesso. Questa “vacanza” era finalizzata nel chiudere il mio nuovo libro sul Paese, dopo le cinque precedenti già trascorse in luoghi diversi dell’Etiopia, dove avevo “scoperto” un paese affascinate e dalle mille facce diverse. La situazione attuale è piuttosto instabile e il viaggio verso sud è stato in alcuni momenti di insicurezza da brividi, risolti fortunatamente in maniera brillante ma dire che quello sia il clima ideale per visitare dei luoghi ce ne passa di molto. Sono stato nelle prima parte tra le tribù del sud, lungo il fiume Omo e verso il lago Turkana e nella seconda parte, conclusiva, sono tornato nell’affascinante Harar, ai confini con la Somalia, dove la situazione è decisamente migliore ma non da totale relax specialmente per uno come me sempre con la macchina fotografica in mano. La gente è gentile ovunque, basta che paghi per ogni foto ma questo in Etiopia e specie nel sud, è l’unico modo per non incorrere in sorprese amarissime, ma non si è mai tranquilli nonostante questo e basta poco per far scattare un casino: e sono poi problemi molto seri. Nonostante questo e pagando salato, ho messo insieme la parte fotografica che mi mancava e non sono tornato deluso ma con la situazione attuale è meglio pensarci bene per un ritorno a breve. Un vero peccato perchè il Paese merita veramente e poi ho sempre davanti a me gli spettacoli dell’Erta Ale, del Dallol e delle carovane di sale che si muovevano verso l’altopiano. E quei colori delle donne e la bellezza della gente, tanto diversa in tradizioni, cultura, religione in ogni angolo del Paese.

Tornato dall’Armenia e Aragats salito!

Così ho concluso le 5 cime vulcaniche del Caucaso dopo aver già salito il Damavand in Iran, l’Elbrus in Kabardino Balkaria, l’Ararat in Turchia e il Kazbeck in Georgia. Dell’Aragats, vulcano con quattro cime ben distinte che facevano parte di un unico complesso vulcanico, ho salito la cima Sud, di 3.879 metri, e la più elevata, la Nord di 4.098 metri in compagnia dell’alpinista e amico armeno Arshak Mkrtchyan di Yerevan e con il supporto logistico di Antuan Ananyan.

Grazie amici miei, con voi ho scoperto anche il vostro meraviglioso e tormentato Paese.

A presto

 

Libro “Solitudini di Ghiaccio” di Luciano Caminati

cop_solit_ghiaccio

Questo è il libro, edito da Polaris, che lo scrittore Luciano Caminati ha scritto sulla mia vita tra le cime del mondo ed in particolare sulla mia vicenda che riguarda l’Everest.

Ieri, 29 agosto 2014, gli è stato comunicato di essere tra i 3 vincitori nel concorso di letteratura di Montagna a Tolmezzo che si terrà, la premiazione, sabato 20 settembre 2014.

Sono stra-felice per Luciano Caminati, perchè oltre che un amico è un grande scrittore e quando si è interessato alle mie vicende sulle mia vita e sulle mie cime che mi hanno portato sull’Everest, nelle notti intere a parlare e ad intervistarmi, scavando nelle pieghe della mia mente, quando mi ha consegnato il libro per correggere eventuali errori o imprecisioni, io l’ho fatto con le lacrime agli occhi, sempre, tanto mi aveva scavato nella vita e tanto mi emozionava rivedermi i quelle vicende ed in quei luoghi, spesso duri e di grande solidudine.

GRAZIE AMICO LUCIANO, te ne sarò grato di questo per sempre

Finita l’estate 2014; una Meraviglia

Ma quanto cazzo è bello sto mondo, ed io, nonostante siano più di quarant’anni che mi diletto a girarlo, mi continuo a stupire; non dico come le prime volte ma sicuramente in modo diverso ma altrettanto emozionante. Anche l’ultima volta che mi sono trovato di fronte il Gran Canyon mi sono strofinato gli occhi nel vedere tanta meraviglia (era la terza volta) e la natura sa incantare ed emozionare, e non è mai un dejà-vu. Quando sento dire “lì non ci vado perchè ci sono già stato” mi vengono i brividi perchè penso ha cosa provo quando rivedo tanti luoghi del mondo, che sia Kathmandu, il deserto del Sahara, le pune ed i vulcani delle Ande, l’Antartide o le Galapagos, da pelle d’oca ogni volta, e mi ritengo e mi ripeto che sono immensamente fortunato per questo e di dover ringraziare Dio ancora una volta per tutto ciò che mi gira intorno.
Sono appena rientrato dalle Americhe ed in particolare dalla Bolivia dove ho compiuto la traversata da nord a sud del Salar de Uyuni in 3 giorni e questo va a completare la mia prima traversata del salar realizzata nell’agosto 2008 da ovest ad est. Fantastica “galoppata” in questo mare bianco a 3.650 metri, autonomo e da solo (eravamo partiti in 2 ma il secondo giorno ho proseguito solo e con una dissenteria tremenda!!! ma ininfluente sulle mie forze fisiche, per fortuna) e debbo aggiungere che la Bolivia, in particolare la zona dei salar e delle lagune dell’altiplano, è veramente stupenda, oltre ogni immaginazione.

Ringrazio Wilma Ignacio di Uyuni, cara amica e assistente per la logistica delle mie spedizioni in quei luoghi remoti, e della Bolivia prima o poi dovrò raccontare delle mie vicende vissute perchè è dal 1989 che frequento quei posti, mettendo insieme salite, fotografie, storie strane ed altro ancora.

Purtroppo per chi è rimasto in Italia, almeno da Ancona in sù, un’estate normale, col bel tempo e calda non si è vista, ma gran pioggie, fresco per non dire freddo in pieno agosto. Ancora una volta quei 4 pernacchioni e porta sfiga di scienziati-politici-professori, che continuano a parlare di surriscaldamento della Terra sono stati smentiti dai fatti (ma mai nessuno che li mandi a zappare???!!!) ma la cosa interessante è che ho appena letto un’altra minchiata e che questo abbassamento è dovuto ad un’inversione del clima e durerà 15 anni, proprio a causa del surriscaldamento. Ma quante cazzate bisogna sentire ancora da questi??? Chiedetelo ad Obama che quando venne in Europa a parlare del surriscaldamento si è ritrovato, al suo ritorno, l’inverno più freddo degli ultimi 50 anni. Lo scorso gennaio ero da quelle parti con autostrade gelate e il Paese in ginocchio dal freddo e dal ghiaccio. Dai Obama, raccontacela di nuovo com’è la storia.

Certo che a sparare cavolate abbiamo dei campioni everywhere! E gli hanno dato il Nobel per la pace, infatti si vede il casino che c’è nel mondo, e diciamolo pure; ci ha messo del suo.

Comunque, nessuna polemica e ci aspetta un autunno interessante.

Ho un progettone per la testa

 

 

 

Benvenuti nel 2014

Ke il 2014 ci riservi il meglio! Si dice e ci si augura sempre così ma ogni anno come ogni giorno altro non è ke la continuità del giorno prima senza sorprese. Siamo noi a crearci le novità dei giorni a venire e non perchè si sfoglia il calendario o perchè ci è dovuto. In Italia che vanno avanti con gli scatti di anzianità, cioè perchè scorre il calendario, sono solo i giudici e infatti vediamo a ke sconcio è arrivata la giustizia nel nostro Paese, anche se nessuno o quasi si lamenta di questo, ma noi italiani siamo fatti così. Anzi, per molti di questi dopo non aver combianato niente o solo dei guai, passano a fare politica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Il futuro ce lo costruiamo noi, giorno per giorno, senza lasciare ke a costruircelo siano gli eventi. E allora diamoci da fare e non mancare in fantasia.

Prima al telegiornale ho saputo di Caterina, ricoverata all’ospedale di Padova, con quattro malattie e che vive sotto farmaci e cure costantemente. Vorrei esprimerti tutta la mia solidarietà e il mio affetto per il tuo coraggio di vivere e di lottare e chi ti critica per le tue giuste affermazioni in merito alla sperimentazione su animali, non sa e non immagina (fortuna per loro) cosa voglia dire viver così e che la ricerca è l’unica speranza su cui aggrapparsi.

SEI GRANDE E UNA MERAVIGLIA e tanti come me ti ammirano e ti vogliono bene

FORZA CATERINA

Wonderful Queen Maud Land

Rientrato dall’Antartide!

Tutto benissimo, oltre ogni aspettativa.

Queen Maud Land è stata una scoperta straordinaria, un luogo fantastico in tutto il suo insieme.

Due anni di attesa, per me ed i miei compagni, per partire ma ne valeva la pena; se penso poi all’ultimo campo posto sotto la parte di granito dell’Holtanna, mi vengono ancora i brividi ora.

E’ stato quasi tutto perfetto e la sola vista di quei ghiacciai sterminati, che si perdono nell’infinito del Continente Bianco, è una cosa inimmaginabile, ma le perle più belle sono quelle rocce che vi affiorano e puntano verso il cielo, di granito color marron, che sono uniche nel loro genere, dei veri “urli di pietra” paragonabili solo ai Cerro Torre della Patagonia.

Ringrazio i miei compagni di spedizione, in primis:

-        Christoph Hoebenreich, mio grande amico e alla quarta spedizione insieme in Antartide, capo-spedizione e giuda alpina, alla sua seconda spedizione in Queen Maud Land

-        Ralf Liestl il cameraman, paziente nel realizzare questo documentario in un ambiente assai difficile, ma alla fine è pienamente riuscito nel suo compito che parteciperà al prossimo festival di Graz (Austria)

-        Michael Martin, fotografo di fama internazionale, sempre alle prese con le sue Nikon, che con le immagini realizzate durante la spedizione terminerà il suo impressionante volume sui deserti del mondo

 Vorrei tanto ringraziare anche i miei amici russi della base dell’ALCI di Novolazarevskaya

- Leonid e Nadezhda (Nadia) Vasilenko, persone adorabili

-  Boris, Serghiey e Nikita, che non posso dimenticare e che porto nel cuore.

 Il giorno 21 novembre 2013, ho realizzato con i miei compagni, la salita al Tungespissen, alto metri 2.277, e questa è un’altra mia prima salita italiana e

- la mia terza prima salita italiana in Antartide dopo il Sidley ed il Mount Scott.

 Le belle immagini fotografiche che ho portato a casa, in un prossimo futuro dovrebbero concretizzarsi in un volume che completerà le mie 6 spedizioni in Antartide.

Ad ogni mio ritorno mi ripeto che è l’ultimo in quella parte del Terra ma dopo un pò mi lascio prendere dalle nostalgie di quei luoghi, che se pur tremendamente freddi e solitari, racchiudono un fascino incredibile.

Christoph mi vuole coinvolgere nuovamente ma io punto tutto sull’Erebus!!!!!!!!!!!!

A presto

Tutto è pronto per Queen Maud Land (Antartica)

Ho appena terminato di completare i sacconi di materiale, chiusi con lucchetto ed ora la cosa che faccio è di andare a correre un pò, completamente rilassato e senza più pare della serie ” forse o dime ntoicato qualcosa, questo mi serve di più di quell’altro, questo non lo uso ed è solo di peso, quest’altro mi potrebbe servire”!!! Quello che è lì dentro è quello che serve e basta e non ho più ripensamenti. Ora mi sento più rilassato e sono più tranquillo del “durante la preparazione”. Ho sentito Christoph ed anche lui è convinrto che quest’anno non si sbaglia con le condizioni meteo, e poi come dice Renzo, “Mario porto sempre il bel tempo”. Grazie amico mio della fiducia cieca che mi riponi ed il mio entusiasmo è sempre alle stelle. Lo scorso anno, con la storia della mia ernia inguinale, non ero come al mio solito carico di fiducia e questa mancanza di sicurezza da parte mia ha modificato una situazione che poteva essere compromessa dal mio stato fisico, per cui alla fine è andata come era meglio andasse.

Dopo l’Antartide e con il 2014, mi aspetta un anno sicuramente fattivo ed ho già in programma una serie di progetti molto interessanti e pure assai inusuali su aree del mondo completamente differenti l’una dall’altra. E poi devo terminare il mio ultimo libro sulla Bolivia e completare con Queen Maud Land quello interamente dedicato all’Antartide che sta venendo molto bene, inclusa la traversata della South Georgia sulle tracce di Ernest Shackleton sempre con l’amico Christoph.

Insieme abbiamo programmi sull’area Artica e con gli amici russi ho altre cose in ballo, ma oramai definite, che racconterò in prossimità della partenza per quelle mete.

Se riesco da Capetown provo ad inserire qualche aggiornamento altrimenti lo faccio al mio ritorno, con qualche bella immagine.

Sto rinnovando anche altri 2 siti miei, in lingua inglese e in italiano, che sono:

- mount sidley-antartica

- seven summits-volcanic seven summits

e alla fine dovrebbero venire molto bene, ma per queste cose ho tempi veramente lunghi!!

 

 

 

 

 

Finalmente da ora sono in grado di aggiornare il Blog, MA NON NE SONO SICURO!!??!!!

Il mio sito internet è stato aggiornato (solo in parte) e modificato da poco perché in realtà io lo ho sempre considerato una cosa in più, superflua, anche fastidiosa per l’impegno che comunque mi ha comportato nel fornire idee, materiale e testi per coloro che ho coinvolto, per cui l’ho fatto mettere in rete senza molto entusiasmo, e ne sono convinto, sbagliando. Non perché ritenga che il suo contenuto sia un apporto per l’umanità o possa essere utile non so a chi, ma in fondo perché è un contenitore per tante cose che ho fatto e come tutte a un grande valore per me. E allora uno si chiede perché metterle in rete se ha un valore esclusivamente (o quasi) personale e rispondo convintamente che questo diventa un modo obbligato di riguardare nella propria storia per ricuperare una parte della propria vita che altrimenti viene “macinata” ancora da un’altra partenza, a cui succederanno diverse altre ancora. Ho trascorso anni ed anni in cui i programmi di spedizioni e viaggi si accumulavano ed il ritorno da ognuno di questi aveva almeno altre 2-3 partenze già programmate, per cui alla fine di un viaggio ero già proiettato alla partenza successiva senza aver ancora messo piede a casa, e accumulavo vita “diversamente vissuta”, macinandola senza soluzione di continuità. Da fotografo questo voleva dire che accumulavo, senza nemmeno visionarle, decine di migliaia di immagini che ora sto riscoprendo. Maledette diapositive, ora delle mie cento e rotte mila imbustate nelle schede, con uno scanner che lavora 12 ore e passa al giorno, sto ricuperando una parte della mia vita che mi era quasi nascosta dai travasi della vita stessa, dimenticata dentro dei caricatori e dei raccoglitori ad ammuffire e aspettare di finire nella raccolta differenziata (si buttano nella indifferenziata!!!).
Comunque, tornando ai buoni propositi cercherò di impegnarmi di più di aggiornare sta “cosa fastidiosa” con tanti buoni propositi, sapendo che non sono poi così tanto da prendere sul serio, MA CI PROVO.

L’estate scorsa, come avevo anticipato, ho salito il 5 agosto ilFuji con il bel tempo, perché la volta prima mi ero beccato tanta di quella pioggia da delirio. Poi il 14 agosto sono arrivato in vetta al Teide, isole Canarie, e quella di quest’anno è stata un’estate veramente piacevole; ci voleva.

Ora sono oramai a meno di un mese dalla partenza per Queen Maud Land, Antartide, e come tutte le spedizioni per luoghi così lontani e con condizioni così estreme, tutto è complesso e comporta un impegno che non permette il minimo errore nemmeno sia in fase organizzativa, di preparazione fisica e di preparazione dei materiali. L’esperienza gioca a mio favore, essendo la sesta volta che parto per quel Continente e poi con Christoph Hoebenreich, 3 spedizioni condivise solo in Antartide, so di avere una spalla sicura e pure un affiatamento molto forte.

La logistica dei russi, per quella parte del continente, è assai affidabile e i nostri rapporti con loro sono di reciproca stima. Il volo da Capetown per la base di Novolazarevskaya Station è di 6 ore circa ed oltre a noi 4 (Christoph, Michael, Ralf ed io) porterà anche degli scienziato che operano nella stazione russa ed altri di diverse nazionalità che lavorano nel circondario.

Speriamo che le condizioni climatiche siano ottime, e non come un anno fa, e sicuramente faremo delle cose fantastiche.

Ora torno a giacche, guanti, corde e moschettoni, e questa è la fase più scocciante e la più impegnativa……………. A presto

Partenza per Antartide in Queen Maud Land

Mario è in partenza il 5 novembre per l’Antartide in compagnia di Christoph Hoebenreich, Ralf e Michael Martin

Prossima partenza per il Giappone

Salita al Monte Fuji e questa volta speriamo senza la pioggia