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ALASKA

Ultima frontiere americana

Resoconto dalla mia salita al DENALI nel maggio 2006

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L’Alaska vista dall’aereo durante il mio arrivo.
Un territorio infinito nel Nord delle Americhe; una pianura senza fine segnata dalla catena di montagne che comprendono il Denali, la cima più elevata del continente

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Meravigliosa e dolce Talkeetna, base di partenza per la catena del Denali

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Questa spedizione, del maggio 2006, è stata in assoluto, esluso l’Everest, la più difficile, faticosa, risolta al’ultimo momento e insperata fino al nostro arrivo in cima. Il vento ed il cattivo tempo ci hanno costretti all’attesa ai campi alti e pure ad immaginare una possibile rinuncia ma abbiamo tenuto duro e l’ultima mattina il vento si è miracolosamente calmato e ci ha permesso di raggiungere la vetta. Il mio arrivo ad Ancorage è coinciso con un’abbondante nevicata, con un  tempo invernale che lasciava intendere che tutto non si sarebbe risolto poi così facilmente.

A Talkeetna, la dolce Talkeetna e base di partenza per il Denali, il cielo si illumina del sole e il volo sulla catena di cime fino al Campo Base si rivela uno spettacolo incredibile.

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Mario con il suo portafortuna, che lo ha accompagnato durante tutte le salite alle 7 Summits

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Ho ricordi bellissimi, affettuosi e dolci di Talkeetna ed Anchorage, specie al ritorno dalla montagna e nell’attesa di tornare a casa, con quella cima risolta dopo tanta fatica ed aver allontanato un possibile ritorno senza di essa che avrebbe voluto dire che così avrei rinunciato definitivamente alle Seven Summits ma specialmente all’Everest. Ecco la mia serenità che mi ero conquistato; l’Everest, quella era la mia meta e questo passaggio importante ed anche duro e difficile, mi proiettavano con estrema fiducia verso la mia Cima del Cuore.

Ora potevo felicemente passeggiare per Anchorage, ad ascoltare musica e bere della buona birra, perchè tutto mi appariva bellissimo e ritornavo dai miei affetti per condividere questa mia felicità e per rassicurarli dopo tanta attesa e tante preoccupazioni. Quando il mio aereo ha preso il volo e dall’alto osservavo l’Alaska, i miei occhi si sono riempiti di lacrime, felicità intensa, emozione fantastica e soddisfazione rispetto ad un ritorno che poteva essere triste e vuoto e vuoto di futuro senza il Denali. Ma il Denali me lo portavo via, sicuro, c’ero riuscito con anima e corpo, e nessuno può immaginare quanto significasse per il mio procedere.

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Mario e compagni in vetta al Denali

  la cima più elevata del continente Nord-Americano

il 28 maggio 2006