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Spedizione internazionale nel Mare di Ross ai piedi del Monte Erebus

Febbraio 2005

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Mario sull’iceberg B15, uno dei più grandi mai visti

ESTREMO SUD, NEL MARE DI ROSS”

In Antartide lungo le rotte di Ross e Shackleton

 

Lasciamo Hobart, capoluogo della Tasmania, nel pieno dell’estate australe e la nostra rompighiaccio russa ha come rotta l’estremo sud del mondo; il Mare di Ross in Antartide. La navigazione dura una settimana e spesso le acque dell’Oceano sono scosse da onde alte ed impetuose. Si incontrano Macquarie Island, santuario della natura con i suoi tre milioni di pinguini reali, e poi le Balleny Islands attraversate dalla linea del Circolo Antartico e perse nel vento e nel ghiaccio che le circonda per buona parte dell’anno.

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L’icebreaker Capitan Klebnikov nella stupenda baia di Cape Adare

Il primo punto a terra che tocchiamo arrivando nel Pianeta Bianco è Cape Adare, un promontorio abitato da 260.000 pinguini Adélie, che fu scoperto nel 1841 dal Capitano James Ross, e dove si trova ancora integra la capanna del norvegese Carsten Borchgrevink che trascorse per primo un inverno sul continente antartico.

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Macquarie Island lungo la rotta per L’Antartide da Hobart (Tasmania)

Sul fondo della grande insenatura di Cape Adare si vedono delle cime che sono parte della catena denominata Transantartic Mountains, e si snodano per migliaia di chilometri dal Polo Sud fino a Davies Bay: un susseguirsi di montagne e ghiacciai, con centinaia di vette ancora inviolate. Riversano sul mare e sul Southern Ocean una infinità di iceberg, piccoli e alcuni grandi come un’intera regione. Il piu’ esteso è il B15 che salirò con alcuni della spedizione; da sopra si ha la sensazione di trovarsi su un’isola stabile e invece anche queste masse di ghiaccio si spostano lentamente durante i pochi mesi quando il mare non è gelato. Recentemente si è spezzato in 2 e si trova di fronte al Drygalski Ice Tongue, una lingua di ghiaccio lunga 30 miglia, vicina alla base italiana di Terra Nova Bay. Guardando verso sud c’è un monte, o meglio un vulcano che domina la scena e che è stato un punto di riferimento per qualsiasi spedizione verso l’Antartide: l’Erebus, un maestoso cono fumante, uno dei pochi ancora in attività nel continente di ghiaccio, che si erge su Ross Island come una sentinella dei silenzi infiniti. Il primo a salirne la cima (3.795 metri) fu Sir Ernest Shackleton nel 1908 con alcuni membri della spedizione Nimrod che ai suoi piedi, a Cape Royds, costruirono il rifugio per la loro permanenza dal 1907 al 1909.

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Il vulcano Erebus, ancora attivo, offre una delle più belle visioni di tutto il Mare di Ross

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L’Admiral Range da Cape Adare con il Mount Minto in primo piano

La costruzione ancora oggi è intatta e conservata come quando la spedizione la lasciò; muoversi al suo interno è entrare nella storia stessa delle esplorazioni polari. Ci sono le cose che Shackleton e i suoi compagni hanno usato per cucinare, vestirsi, trascorrere il lungo periodo di permanenza con le casse dei viveri e i ripostigli degli attrezzi, le cucce dei cani e il grasso di foca ancora immagazzinato.

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Mario dentro la capanna di E.Shackleton, con il tavolo e gli attrezzi usati durante la spedizione del 1907

Andiamo poi a Cape Evans nel luogo scelto da Scott per costruirne il suo rifugio nel 1911. E’ a pochi metri dal mare e intorno è abitato da leoni marini che sonnecchiano sopra il ghiaccio e osservano con stupore la nostra presenza. All’esterno della capanna, denominata Discovery Hut, vi sono un paio di depositi di viveri con scatolame di ogni forma e dimensione. Il freddo ha conservato gelosamente ogni cosa e all’entrata del rifugio gli sci sono ancora appesi, la stufa porta una pentola, le confezioni di cibo ben riposte sui ripiani e il tavolone dove la spedizione discuteva e consumava i pasti è di fronte a me con il volto dolce e serio di Robert Falcon Scott che vige sui suoi uomini.

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Gruppo di scienziati italiani della Base Mario Zucchelli in Antartide con gli ospiti Mario, Domenico e Paolo

Bassa risoluzione001Mario con il responsabile della Base italiana Mario Zucchelli, conosciuta come Terra Nova Station

 

Imprese epiche quelle di allora dove si partiva verso i mari del sud con destinazione l’incognito, dove far ritorno era una speranza ma straordinari ideali muovevano quegli uomini. L’illusione è quella che essere nel loro luogo di vita e di poter toccare con gli occhi le loro cose vissute sia un modo per comprendere di più il valore della loro grande avventura.

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Mario with some friends

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Mario ai piedi dell’Erebus, il vulcano ancora attivo, salito per la prima volta da E.Shackleton